giovedì 28 luglio 2011

Tartellette al mascarpone e fichi violetti




Queste tartellette le ho fatte un giorno che al mercato ho trovato dei bellissimi fichi violetti, i primi della stagione..li ho comprati senza sapere che ricetta avrei fatto. Erano buonissimi anche così, ma mi dispiaceva non esaltarne il gusto così dolce..con qualche accostamento un po’ diverso..una pastafrolla leggermente salata ed una crema molto ricca semplicemente aromatizzata alla vaniglia…questa la ricetta:
 per la base:

170 gr di farina 00
120 gr di burro salato
120 gr di zucchero semolato
3 tuorli

Impastare su una spianatoia farina, zucchero, burro freddo a pezzetti ed i tuorli velocemente come per una normale pastafrolla, fare un panetto e mettere in frigo per un’ora o più. Stendere la frolla e cuocere in stampini monoporzione per 15-20 minuti a 170°C circa.

Per la crema:
150 gr di panna fresca
150 gr di mascarpone fresco
1 cucchiaio di zucchero a velo
Mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia secco

Semimontare la panna con lo zucchero, aggiungere il mascarpone mescolando bene i due composti fino ad ottenere una crema soffice ma consistente. Unire i semi di vaniglia e con un sac a pòche distribuire sulle tartellette.
Da parte lavare bene i fichi, dividere ogni frutto in quattro spicchi. Far dorare sul fuoco qualche cucchiaiata di zucchero di canna e poco succo di limone, passarci velocemente gli spicchi e guarnire i dolcetti.


P.S...Io ho un bellissimo fico nel mio giardino in campagna ma i fichi in Piemonte maturano a...settembre..quindi, con questo ricettina mi sento di partecipare al contest di Ammodomio per il mese di settembre del suo bellissimo calendario!


Sempre con questa ricetta, considerato l'ingrediente caratterizzante, partecipo al contest di About Food su "fichi e uva".

domenica 24 luglio 2011

Torta alle pesche noci e amaretti


Questa è una torta semplicissima, veloce e buona. Ne esistono moltissime ricette sul web...questa è la mia
Ingredienti:
3 uova
100 gr di zucchero semolato più 50 gr
150 gr di farina 00
125 gr di burro
4 grosse pesche noci o 5 di media grandezza, ben sode
15 amaretti secchi
1 pizzico di sale
mezza bustina di lievito

Sbucciare e tagliare a piccoli pezzi le pesche e metterle da parte.
Montare bene le uova con  i 100 gr di zucchero,unire la farina setacciata, il sale, 10 amaretti sbriciolati finemente, il burro sciolto intiepidito e per ultimo il lievito.
Versare il composto in una teglia da 24-26 cm imburrata ed infarinata e cospargere la superficie dell'impasto con le pesche. Spolverizzare sopra lo zucchero e gli amaretti rimanenti. Cuocere fino a doratura a 180°C. 

lunedì 18 luglio 2011

Ciambella romagnola


La "ciambella" in Romagna è un dolce diffusissimo, non c'è forno o negozio di alimentari, soprattutto nei paesi, in cui non faccia bella mostra di sé qualche bella "zàmbela".
Spessissimo alle sagre ed alle feste di paese, e fino a pochi anni fa anche in molte osterie, il classico dolce di fine pasto era proprio la fetta di ciambella accompagnata da un bel bicchiere di vino dolce, solitamente di albana passito.
Per tanto tempo ho cercato la ricetta giusta, ho fatto tanti esperimenti, ho prodotto tante buone ciambelle, ma sempre con il dubbio di non essere riuscita a riproporre la ricetta più fedele alla tradizione.
Pochi giorni fa, mentre provavo l'ennesima ricetta, mi è venuto in mente di fare la cosa più semplice..ho chiesto a mio padre, romagnolo di Cesena, di descrivermi la ciambella dei suoi ricordi di bambino!


Ricordava il profumo di anice, la bella crosticina croccante e zuccherata in contrasto con l'interno più chiaro e morbido e le mani di sua nonna che modellava i "filoncini" prima di infornarli.
Ho pensato che la vera ciambella (rigorosamente ellissoidale e senza buco) doveva essere impastata a mano, avere una consistenza soda ed essere cotta a temperatura piuttosto alta, per creare appunto quella crosticina dorata che la caratterizza.
Dopo varie prove e tante ciambelle non perfettamente "romagnole" e con l'aiuto di Monica Casavecchia (alla cui ricetta ho fatto una piccolissima variante), ecco la ricetta della mia ciambella romagnola:



Ingredienti:
500 gr di farina 00
200 gr di zucchero
3 uova
140 gr di strutto (o burro se preferite)
2 cucchiai di anice
1 "dose" ( 1 bustina di lievito)
latte q.b.

Su una spianatoia impastare velocemente, farina, zucchero, strutto e uova .Aggiungere l'anice, il lievito ed il latte ottenendo un impasto molto morbido tanto da doversi infarinare le mani per ottenete un grosso "filoncino" o due più piccoli da disporre su una teglia . Infornare spolverizzando con abbondante zucchero semolato a 210°C; dopo una ventina di minuti abbassare e proseguire la cottura a 180°C fino a completa doratura.
La ciambella è ottima accompagnata dal un bel bicchiere di vino dolce o anche semplicemente inzuppata nel latte per la colazione.
Fa parte di quel genere di impasti rustici che danno il meglio il giorno seguente alla loro preparazione.

mercoledì 13 luglio 2011

Spiedini di frutta caramellata




Ho trascorso tutte le estati della mia infanzia sulla riviera romagnola. I ricordi sono moltissimi; le lunghe giornate in spiaggia con gli amici, i bagni che duravano un'eternità e...
le merende del dopobagno!
Le mamme, allora come adesso, discutevano spesso sul cosa facesse bene o facesse male; bomboloni, crescentine, gelati...ogni giorno qualcuna diceva che quella merenda era poco sana ed ogni giorno qualche bambino piangeva!
C'era solo una merenda che metteva d'accordo tutti, lo "spiedino di frutta candita". Quando si sentiva urlare "CANDITI", tutti i bambini correvano a vedere quella meraviglia di frutta colorata sui lunghi stecchini. Una ricetta semplicissima, fresca e sana e con quel poco di zucchero da rendere una merenda, di solito dai più piccoli non apprezzata, supergolosa!
Per me quindi non è agosto senza "canditi",ovvero:
"Spiedini di frutta candita"
Ingredienti:
frutta fresca lavata ed asciugata perfettamente
zucchero semolato
attrezzatura: termometro a sonda, pennello umido, spiedini di legno


Tagliare a pezzi grossi la frutta, montarla negli stecchi ed adagiare gli spiedini sulla carta forno ben distanziati.
Mettere in un pentolino,possibilmente di inox con fondo molto spesso, lo zucchero e portarlo a temperatura di 140°C. Rimuovere con pennello umido di acqua calda eventuali depositi di zucchero sulle pareti. Non mescolare con attrezzi o cucchiai. Raggiunta la temperatura versare a filo,velocemente, lo zucchero caramellato sugli spiedini. A raffreddamento staccare gli spiedini dalla carta forno e tenere in luogo asciutto fino al momento di servirli.
Volendo, i pezzi di frutta si potrebbero immergere completamente nel caramello. Io ho preferito far prevalere il gusto della frutta mantenendo la merenda meno zuccherosa e più fresca.



Con questa rapida e fresca ricetta partecipo al contest del calendario di Ammodomio per il mese di agosto!

martedì 5 luglio 2011

Baci insòliti


Eccomi al nuovo appuntamento con "Carving in the kitchen", il bellissimo contest di Ammodomio in collaborazione con lo scultore Stefano Bianco.


Questa sfida a puntate la trovo particolarmente interessante perchè in fondo tratta di due argomenti insieme che mi piacciono da morire....la cucina e la scultura.
Parecchi anni fa partecipavo  spesso, in estate, in mezzo alla stupenda campagna toscana, a corsi e seminari di ceramica e di scultura. E' proprio ricordando una di quelle caldissime settimane estive che mi è venuta in mente una ricetta che mi era piaciuta tantissimo, che non ho mai provato a rifare e che invece mi piacerebbe proporre come rappresentativa della quarta opera di Stefano.
Sarà stata la stanchezza per le ore in laboratorio a lavorare o forse il caldo torrido di quelle giornate, ma quando la cuoca toscana ci chiamava a pranzo sotto un fresco pergolato mi sembrava tutto una festa.
In uno di questi dopopranzo ho assaggiato, presentati in bellissime ciotoline di gres smaltato, degli "ingannevoli" baci di dama:..due gusci di amaretto al sapore forte di caffè uniti da una bianca e soffice crema al mascarpone.


Io non amo gli amaretti, anzi, penso che sia uno di pochi biscotti che proprio non mi piace,quindi,...ne ho assaggiato uno per curiosità ed educazione...era squisito, fresco e particolare, oltre che semplicissimo.

Il gusto dell'amaretto, smorzato dal caffè amaro ed addolcito dalla crema, era veramente una delizia!
Il bacio, in fondo, è il simbolo dell'amore, e "questi" baci, con due parti uguali più duri ed una più morbida e dolce al centro, mi sembra che possano ben rappresentare il classico triangolo amoroso, come mi suggerisce la scultura di Stefano.
Un triangolo amoroso il cui equilibrio, purtroppo, a volte, fa sì che l'insieme funzioni..
Ecco la semplice e velocissima ricetta: 

Ingredienti:
250 gr di mascarpone
1 cucchiaio di zucchero a velo 
1 cucchiaino raso di caffè in polvere
1 pacco da 150 gr di amaretti
caffè ristretto
Montare il mascarpone con lo zucchero a velo, aggiungere il cucchiaino di caffè in polvere e mettere in un sac a pòche con bocchetta stellata.
Bagnare appena e molto velocemente i gusci di amaretto (non devono essere assolutamente inzuppati), nel caffè amaro raffreddato e farcire con la crema.
Tenere in frigorifero fino al momento di servirli.



Con questa ricetta, velocissima, buona, semplice da fare e...da mangiare in "un boccone" partecipo anche al contest L'Estate in un Boccone ideato da About Food e Cassandra.it
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