martedì 5 febbraio 2013

S'arantzada


Questo è un dolcetto che avrei sempre voluto fare, l’ho assaggiato in Sardegna tempo fa e mi ha stupito per la sua semplicità e bontà. Mi ha preceduta Ruli, la mia amica di dolci, quindi pubblico volentieri la sua ricetta e le foto delle sue creazioni, io non avrei potuto fare meglio.
S’arantzada è un dolce raffinato; tradizionalmente era il dolce dei battesimi e lo si offriva ai padrini in segno di ringraziamento. Ora è diventato un dolce  per tutte le occasioni, e nel nuorese, ancora oggi, si dice che un buon matrimonio si riconosce dalla qualità de s’arantzada.
Le versioni sono molte ed a parità di ingredienti, le consistenze cambiano notevolmente.
Nel nuorese, come in questa ricetta, le bucce delle arance vengono tagliate a juliennee candite nel miele, il tutto è piuttosto morbido ed i dolcetti vengono serviti su pirottini di carta. In altre località, tipo Posada ed Orosei, la scorza viene tagliata in pezzi più grandi e, una volta cucinata, viene stesa su un piano col mattarello e tagliata a rombi, tipo croccante, e servita su foglie di arancio. Un ulteriore variante, a Dorgali, prevede l’uso della scorza macinata e fatta cuocere nel miele per creare una sorta di densa confettura, a cui vengono aggiunte le mandorle. Il dolcetto viene tagliato a rombetti e servito su foglie o pirottini. Un’ultima versione, nuorese, la carta ‘e arantzada, una sorta di sfoglia piatta unica rettangolare da regalare ai padrini.
Questo dolce fu brevettato da un pasticciere nuorese, Battista Guiso alla fine dell’800, grazie al quale s’arantzada varcò i confini dell’Isola per approdare alle tavole di Casa Savoia e della famiglia reale inglese. Se veniva apprezzata da tanta nobiltà un motivo ci sarà, quindi non mi resta che lasciarvi la ricetta di Ruli nella sua variante nuorese di arantzada.

Nota: tutte le informazioni sopra scritte sono riportate dal bellissimo libro “DOLCI in Sardegna, Storia e tradizione”, edito dalla ILISSO edizioni di Nuoro.

Ingredienti:

peso delle bucce di arance
uguale peso di miele
uguale peso di mandorle 

Si tratta di pelare le arance, asportando solo la parte arancione della buccia. Si pesa, si taglia a listarelle sottili e si immerge nell'acqua per un giorno. Si cambia l'acqua un paio di volte. Poi si asciugano molto bene: io le ho messe in forno ventilato, ma non riscaldato . Non devono diventare secche. Si prepara lo stesso peso di mandorle, pelate e tagliate a bastoncini.
Quindi : largo tegame con miele nella stessa quantità delle bucce + le bucce, fuoco molto basso per circa 1/2 ora . Mescolare. Le bucce assorbono il miele, e poco prima che sia tutto assorbito si aggiungono le mandorle, ancora una mescolata e si toglie dal fuoco .
A questo punto ho rovesciato il tutto su carta forno, ma a mucchietti, per poterli mettere - una volta freddi - nei pirottini.




10 commenti:

  1. Non avevo mai sentito nominare questi dolcetti ma mi attirano da matti, Ila! :D Grazie per avermeli fatti conoscere, hanno l'aria di essere squisiti! Un abbraccio e un dolce martedì!! <3

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  2. particolari, diversi dai soliti dolci.

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  3. Mi stupisci sempre con dolci,di cui non sapevo neppure l'esistenza,sei grande!!Un bacio

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  4. è fantastico! Non conoscevo questa deliziosa ricetta, un abbraccio SILVIA

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  5. Non sapevo che questi dolcetti risalissero addirittura alla fine dell'ottocento !
    Ruli

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  6. Bel post e bella ricetta.... credo che mi piacerebbero da impazzire questi dolcini!
    Un abbraccio
    Paola

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  7. Fedelissima interpretazione di un dolce che riscuote sempre successo..l'eleganza della presentazione colpisce subito.
    Bravissima
    Miri

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  8. Che meraviglia! Avevo provato a farli tanto tempo fa ma con scarsi risultati, proverò questa tua ricetta, Ruli.
    Un abbraccio

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  9. Nella mia famiglia sono tutti golosissimi di scorzette candite. Questa non la conoscevo e mi sa che la terrò presente per i prossimi cestini di natale. Farò impazzire tutte le mie sorelle! Grazie Ilaria e Grazie a Ruli!!!!
    Bella davvero!
    Vitto

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