lunedì 1 giugno 2015

Zaeti





Ci sono persone con cui, già al primissimo incontro, si instaura un rapporto di simpatia e confidenza e con le quali si ha l'impressione che ci sia stata già una sorta di conoscenza precedente, tanto sono famigliari le idee ed i modi di fare. Con Lucia, bellissima signora veneziana, è stato così, e non  appena ha capito  la mia passione per i dolci della tradizione, non ha esitato a regalarmi questa sua ricetta di biscotti "stupendi" (proprio come c'è scritto nella sua nota), tanto tipici della sua città.

Non ho fatto alcuna variante perchè immaginavo fossero perfetti, e così è stato; ottimi nella loro semplicità, buonissimi sia nella versione con uvetta che senza.

Ingredienti: (per due teglie di zaeti)

200 g di farina 0 o 00
250 g di farina di mais "fioretto"
200 g di zucchero
150 g di burro
1 uovo intero
1 tuorlo
un pizzico di sale
mezzo cucchiaino di lievito per dolci
scorza di un limone non trattato
qualche cucchiaiata di latte fresco (io ne ho messe 4)
50 g di uvetta
Poco rum o cognac

Tenete il burro fuori dal frigo una decina di minuti. Tagliatelo a tocchetti ed impastatelo con le farine fino ad ottenere un composto sbricioloso. Unite il sale, il lievito, lo zucchero, la buccia grattugiata del limone ed infine le uova. Impastate per ottenere una massa compatta, e se necessario, aggiungete qualche cucchiaiata di latte fresco. Ottenuta la consistenza della comune pastafrolla, dividete l'impasto in due ed in una aggiungete le uvette che avrete precedentemente sciacquato e messo 10 minuti in ammollo in poco rum o cognac. Ponete entrambi gli impasti in frigo per non meno di 30 minuti. Modellate dei cilindri di tre cm di diametro circa e tagliate delle fettine di 1 cm circa di spessore. Schiacciateli leggermente con il palmo della mano o con due dita, poneteli su teglia rivestita di carta forno ed infornate a 180°C per una quindicina di minuti. Non devono colorire troppo.
Si mantengono bene, al riparo da umidità, preferibilmente in una scatola di latta o di vetro.
Sono ottimi per la colazione ma anche come accompagnamento ad un buon vino passito.